Serbia: perchè Ljubinko Drulovic meriterebbe il ruolo di CT

Serbia: Perchè Drulovic meriterebbe il ruolo di CT. La Serbia ancora non ha scelto il nuovo allenatore, dopo la decisione di Siniša Mihajlović di lasciare la panchina della sua nazione. Dove sinceramente nessuno lo rimpiange, nonostante il buon lavoro alla Sampdoria. Sicuramente il compito di qualificarsi al Mondiale brasiliano non era facile e nessuno lo obbligava a raggiungere la qualificazione, ma tutto cambia quando alla prima uscita da CT esterni alla stampa la tua certezza non solo di qualificarti ma di vincere anche il girone. Girone che oltretutto vedeva Belgio e Croazia, due squadre - sicuramente più unite rispetto alla Serbia - se poi Sinisa ha la colpa di aver spaccato lo spogliatoio cacciando due membri della nazionale, il più famoso Adem Ljajic, per non aver cantato l'inno, i motivi della non qualificazione sono facili da attribuire proprio al selezionatore. Senza dimenticare la discussione avuta con Subotic - adesso infortunato - dopo la partita con la Croazia costretto a prendersi un periodo di pausa con la nazionale fino al termine della sagione 2013/2014.

Al momento sulla panchina troviamo Ljubinko Drulovic, ex calciatore di Partizan, Porto e Benfica. Nelle prossime gare amichevoli sarà lui il selezionatore della nazionale serba. Ljubinko è un'allenatore giovane ma vanta esperienze in Angola, Slovenia e Serbia; sicuramente campionati di livello non altissimo. Però è anche l'unico allenatore che abbia alzato un trofeo per la nazione Serbia, ovvero l'Europeo Under 19 dello scorso anno. Nel quale ha mostrato a tutta la nazione i migliori talenti serbi, su tutti Mitrovic e Djurdjevic che oggi giocano rispettivamente nel campionato belga e in quello olandese. Ha lanciato anche altri ragazzi come il portiere classe 1995 Rajkovic adesso alla Stella Rossa, Pavlovski al Porto ma anche Golubović passato nell'ultimo mercato alla Roma e che ha già esordito in prestito al Novara la scorsa giornata. La cosa che ha più colpito però è la capacità di inculcare in questi giovani una mentalità di sacrificarsi l'uno per l'altro, cosa che nella vecchia Jugoslavia e nella Serbia di adesso non è mai stata molto evidente. I calciatori slavi è infatti risaputo sono molto bravi a giocare individualmente meno come team. Lui è riuscito a farli giocare da squadra e proprio per questo perchè non dargli una chance, data praticamente a tutti gli allenatori " di nome importanti " - Mihajlović ne è l'esempio - ma sul campo ( dal 2006 ad oggi ) non in grado  di qualificarsi nemmeno ad un europeo.

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