Bosnia: si può fare!

Questa volta i bussolotti benevoli

La nazionale balcanica rappresentante l'est Europa può tirare un sospiro di sollievo. La fortuna non le ha certamente voltato le spalle, anzi, le ha regalato un girone avvincente ma allo stesso tempo abbordabile. Gli Zmajevi allenati da Safet Sušić se la vedranno contro Argentina, Nigeria e Iran. La Bosnia dovrà arrivare all'appuntamento carica, concentrata, senza farsi trasportare da facili entusiasmi. La testa e la mentalità sono le qualità che spesso sono mancate alle nazionali dell'est. Se l'Albiceleste può già considerarsi la favorita numero uno del gruppo ed è probabilmente irraggiungibile per i bosniaci, Nigeria e Iran sono ampiamente alla portata.


La Selecciòn

ARGENTINA -  L'Argentina è obiettivamente qualche spanna sopra la nazionale balcanica. Dietro, non avendo interpreti di livello mondiale, Sabella ha deciso di affidarsi ai soliti quattro: Zabaleta-Fernandez-Garay-Rojo (più Romero in porta) per aumentare l'affiatamento e consolidarne i movimenti. A centrocampo il frangiflutti Mascherano e il Pintita Gago (sperando riesca a risolvere i continui problemi fisici che lo attanagliano) garantiscono quantità e qualità in abbondanza. A coadiuvarli il tuttocampista Maxi Rodriguez o una soluzione ultraoffensiva quale Di Maria, altrimenti spostato nei tre d'attacco. Davanti, ovviamente attorno a Messi, c'è solo l'imbarazzo della scelta: Agüero, Higuain, Palacio, Lavezzi. Bastano?




Le Super Eagles

NIGERIA - La nazionale africana si presenterà al mondiale quale detentrice della Coppa d'Africa. Nonostante il pesante ricambio generazionale voluto dal tecnico Stephen Keshi, è vietato sottovalutarla. Abituata a partecipare ai mondiali, la Nigeria può disporre di una discreta rosa. Fresca, giovane ma non per questo priva di qualità. In porta il leader indiscusso Vincent Enyeama, appena reduce da un clamoroso record d'imbattibilità di ben 1061 minuti nel Lille, è garanzia assoluta. In difesa sulle fasce agiscono Ambrose (giocatore del Celtic) ed Echiejile, rispettivamente a destra e a sinistra. Al centro Oboabona e il giovane, classe '93, Omeruo completano un reparto solido fisicamente ma il più delle volte sbadato tatticamente tanto da risultare spesso penetrabile. In mezzo al campo il fulcro del gioco è gestito dall'esperta regia di John Obi Mikel che, pur non trovando molto spazio tra le fila del Chelsea, in nazionale riveste un ruolo primario. Ai suoi lati a far legna due tra Onazi (Lazio), Ogu, Mba e Odegu. Se dalla cintola in giu non possiamo affermare con sicurezza che i sopracitati saranno i giocatori titolari, davanti regna l'incertezza. Il pacchetto offensivo comprende vari giocatori di qualità che militano anche in squadre europee importanti. Moses è probabilmente la stella della squadra: qualità, accelerazioni e cambi di ritmo utili a spezzare le difese avversarie. Ideye della Dinamo Kiev e Musa del CSKA Mosca sono due ottimi talenti, forse, ancora un po' acerbi che possono trovare, durante la rassegna mondiale, la loro consacrazione. A completare il reparto Shola Ameobi, da anni attaccante del Newcastle che, dopo anni ad aspettare una convocazione della nazionale inglese, si è deciso ad accettare quella della nazionale nigeriana, a 32 anni suonati. La sua stazza rappresenterà una variante offensiva molto utile dato che sarà l'unica punta di peso del reparto. 
La fisicità e l'esplosività saranno due fattori da prendere in forte considerazione per il prossimo mondiale: l'umidità e il calore saranno ai limiti del sopportabile ed è proprio qui che entreranno in gioco le doti atletiche, da sempre cavallo di battaglia delle selezioni africane. Insomma...occhio alle aquile!




L'11 titolare dell'Iran

IRAN - La nazionale asiatica è alla sua quarta partecipazione mondiale ma ciò conta poco essendo la maggior parte della rosa giovane e dunque debuttante a certi livelli. Dell'Iran si conosce ben poco alle nostre latitudini. Sulla panchina siede il santone portoghese Carlos Queiroz, un tempo vice di Ferguson poi tecnico del Real Madrid. Il giocatore più rappresentativo è senza dubbio Nekounam, una vita in Spagna all'Osasuna e ora tornato in patria, che è il capitano e il cuore della squadra. Inoltre grazie alle 3 partite del Mondiale si avvicinerà sempre più al record di presenze che appartiene al portiere-leggenda Ali Daei. Davanti sarà fondamentale l'apporto di Reza Ghoochannejhad, attaccante in forza allo Standard di Liegi, arma principale dell'Iran e uno dei pochi nazionali che milita in Europa. Ad affiancarli un gruppo di discreti giocatori e nulla più: Moitaba Jabbar ha il compito di creare gioco e armare gli attacchi iraniani mentre Karim Ansarifad dovrebbe coadiuvare Ghoochannejhad e garantire il giusto peso offensivo per impensierire i difensori avversari.
Un gruppo giovane con tanta voglia di fare bene e stupire. Attenti alle sorprese!

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