Bosnia: Agüero spegne l'entusiasmo bosniaco

Un Agüero eccezionale, autore di entrambe le reti, non fa rimpiangere l’assenza del tanto menzionato Messi e frena gli entusiasmi dei bosniaci (sostenuti da decine di migliaia di connazionali trasferitisi in America a causa della guerra), ancora alla ricerca del giusto equilibrio per competere con le corazzate mondiali.  

sportsport.ba
TEMI SALIENTI
El Kun Agüero, mattatore della serata (nottata in Italia), dimostra pienamente come l’Argentina, seppur priva del talento cristallino di Messi, rimanga comunque una nazionale temibilissima in vista del Mondiale brasiliano. È in uno stato di grazia – non a caso sta relegando perennemente in panchina il compagno di squadra al City, Džeko – e fa letteralmente impazzire la retroguardia bosniaca, gestendo lui stesso praticamente tutte le sortite offensive argentine.
Da rivedere prontamente l’equilibrio della nazionale balcanica in fase di transizione negativa. Ogni qual volta i bosniaci perdono il possesso di palla, le avversarie producono una chiara occasione da gol poiché Sušić ama proiettare il maggior numero di giocatori in fase offensiva, lasciando molto spesso il 2 vs 2 dietro. E se Begović non fosse una garanzia la partita sarebbe potuta finire in goleada.

ARGENTINA
Sabella sperimenta e schiera un 5-3-2 con el Chiqui Romero in porta (nonostante l’inattività nel Monaco), dietro ai lati Zabaleta e Rojo e al centro il terzetto F.Fernandez-Otamendi-Basanta; trio di centrocampo formato da Mascherano perno centrale e da due mezzali estremamente offensive come Di Maria e Maxi Rodriguez, abilissime nel trasformare immediatamente in contropiede fulminanti i palloni recuperati dalla difesa; davanti la coppia Agüero-Palacio, capace di non dare punti di riferimento ma allo stesso tempo letale sotto porta.

BOSNIA ERZEGOVINA
Solito 4-1-4-1 per gli “Zmajevi”: Begović in porta, Vršajevic, Bičakčić, Spahić e Kolašinac (al debutto forzato dopo l’infortunio in extremis di Salihović e l’assenza di Lulić);  Medunjanin mediano; davanti a lui gli interscambiabili Višća, Misimović, Pjanić e Ibišević a supporto della punta di diamante Džeko.

PRIMO TEMPO
Parte subito forte l’Albiceleste, che al 7° ha già la chance di portarsi in vantaggio con Agüero fantastico nello smarcarsi con una finta di Bičakčić ma stoppato da Begović che rimane in piedi sul tentativo di scavetto. La Bosnia non si fa intimorire, comincia a prendere in mano la partita e tra il 10° e l’11° ha ben tre possibilità di andare a segno ma in sequenza Ibišević, Misimović e Džeko difettano di precisione. Verso la mezzora il dominio del gioco torna in possesso dei sudamericani, guidati da un Di Maria come al solito a tutto campo, pronto ad innescare improvvisamente le frecce del reparto offensivo. Al 36° un suo assist delizioso alle spalle della difesa quasi costringe il capitano Spahić all’autogol nel tentativo di non far pervenire il pallone ad Agüero. Pericolo scampato ma al 40° arriva la doccia fredda per i bosniaci: Palacio è lesto a sfruttare un pallone vagante in area, Begović lo ferma come può ma la sfera termina tra i piedi di Agüero che insacca.



SECONDO TEMPO
La Bosnia inizia bene la ripresa, mantenendo il possesso palla e cercando di raggiungere il pareggio. Argentina sempre pericolosa in contropiede. Al 55° ci prova Ibišević dai 20 metri ma la palla termina sull’esterno della rete. Ottimo Begović al 57° su un fendente di Maxi Rodriguez.
Al 66° il colpo del K.O. inferto dall’Argentina: Maxi riceve il pallone sulla trequarti, si gira rapidamente e con un lancio, a scavalcare la difesa in uscita, innesca el Kun che si coordina alla grande e scaraventa in rete di potenza.
Da quel momento la formazione bosniaca perde vitalità e comincia ad imbarcare acqua da tutte le parti. La girandola di cambi da una parte e dall’altra sfavorisce la Bosnia che, nonostante abbia una generazione d’oro, è priva di alternative all’altezza. L’Argentina spreca varie occasioni per vincere in goleada con Agüero, Lamela e Palacio mentre Romero sventa l’ultimo acuto di un Džeko per nulla brillante.


CONCLUSIONI
Ottima Argentina: difesa solida che ha il compito di proteggere un attacco monstre. 
Da rivedere la Bosnia: questi test lasciano in eredità una ottima dose di esperienza che andrà sfruttata per farsi trovare pronti alla kermesse mondiale e se si vuole, in futuro, entrare nell’élite del calcio europeo.

Posta un commento

My Instagram

Designed by OddThemes | Distributed by Blogger Themes