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Bosnia: Agüero spegne l'entusiasmo bosniaco
Unknown 19:49:00 0
Un
Agüero eccezionale, autore di entrambe le reti, non fa rimpiangere l’assenza
del tanto menzionato Messi e frena gli entusiasmi dei bosniaci (sostenuti da
decine di migliaia di connazionali trasferitisi in America a causa della
guerra), ancora alla ricerca del giusto equilibrio per competere con le
corazzate mondiali.
| sportsport.ba |
El Kun Agüero, mattatore della serata (nottata in Italia), dimostra pienamente come l’Argentina, seppur priva del talento cristallino di Messi, rimanga comunque una nazionale temibilissima in vista del Mondiale brasiliano. È in uno stato di grazia – non a caso sta relegando perennemente in panchina il compagno di squadra al City, Džeko – e fa letteralmente impazzire la retroguardia bosniaca, gestendo lui stesso praticamente tutte le sortite offensive argentine.
Da
rivedere prontamente l’equilibrio della nazionale balcanica in fase di
transizione negativa. Ogni qual volta i bosniaci perdono il possesso di palla,
le avversarie producono una chiara occasione da gol poiché Sušić ama proiettare
il maggior numero di giocatori in fase offensiva, lasciando molto spesso il 2
vs 2 dietro. E se Begović non fosse una garanzia la partita sarebbe potuta
finire in goleada.
ARGENTINA
Sabella
sperimenta e schiera un 5-3-2 con el Chiqui Romero in porta (nonostante
l’inattività nel Monaco), dietro ai lati Zabaleta e Rojo e al centro il
terzetto F.Fernandez-Otamendi-Basanta; trio di centrocampo formato da Mascherano
perno centrale e da due mezzali estremamente offensive come Di Maria e Maxi Rodriguez,
abilissime nel trasformare immediatamente in contropiede fulminanti i palloni
recuperati dalla difesa; davanti la coppia Agüero-Palacio, capace di non dare
punti di riferimento ma allo stesso tempo letale sotto porta.
BOSNIA
ERZEGOVINA
Solito
4-1-4-1 per gli “Zmajevi”: Begović in porta, Vršajevic, Bičakčić, Spahić e Kolašinac
(al debutto forzato dopo l’infortunio in extremis di Salihović e l’assenza di
Lulić); Medunjanin mediano; davanti a
lui gli interscambiabili Višća, Misimović, Pjanić e Ibišević a supporto della
punta di diamante Džeko.
PRIMO
TEMPO
Parte
subito forte l’Albiceleste, che al 7° ha già la chance di portarsi in vantaggio
con Agüero fantastico nello smarcarsi con una finta di Bičakčić ma stoppato da
Begović che rimane in piedi sul tentativo di scavetto. La Bosnia non si fa
intimorire, comincia a prendere in mano la partita e tra il 10° e l’11° ha ben
tre possibilità di andare a segno ma in sequenza Ibišević, Misimović e Džeko
difettano di precisione. Verso la mezzora il dominio del gioco torna in
possesso dei sudamericani, guidati da un Di Maria come al solito a tutto campo,
pronto ad innescare improvvisamente le frecce del reparto offensivo. Al 36° un
suo assist delizioso alle spalle della difesa quasi costringe il capitano Spahić
all’autogol nel tentativo di non far pervenire il pallone ad Agüero. Pericolo
scampato ma al 40° arriva la doccia fredda per i bosniaci: Palacio è lesto a
sfruttare un pallone vagante in area, Begović lo ferma come può ma la sfera
termina tra i piedi di Agüero che insacca.
SECONDO
TEMPO
La
Bosnia inizia bene la ripresa, mantenendo il possesso palla e cercando di
raggiungere il pareggio. Argentina sempre pericolosa in contropiede. Al 55° ci
prova Ibišević dai 20 metri ma la palla termina sull’esterno della rete. Ottimo
Begović al 57° su un fendente di Maxi Rodriguez.
Al
66° il colpo del K.O. inferto dall’Argentina: Maxi riceve il pallone sulla
trequarti, si gira rapidamente e con un lancio, a scavalcare la difesa in
uscita, innesca el Kun che si coordina alla grande e scaraventa in rete di
potenza.
Da
quel momento la formazione bosniaca perde vitalità e comincia ad imbarcare
acqua da tutte le parti. La girandola di cambi da una parte e dall’altra
sfavorisce la Bosnia che, nonostante abbia una generazione d’oro, è priva di
alternative all’altezza. L’Argentina spreca varie occasioni per vincere in
goleada con Agüero, Lamela e Palacio mentre Romero sventa l’ultimo acuto di un Džeko
per nulla brillante.
CONCLUSIONI
Ottima
Argentina: difesa solida che ha il compito di proteggere un attacco monstre.
Da rivedere la Bosnia: questi test lasciano in eredità una ottima dose di
esperienza che andrà sfruttata per farsi trovare pronti alla kermesse mondiale
e se si vuole, in futuro, entrare nell’élite del calcio europeo.
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