Turchia: Emozioni
calcioslavo 07:35:00 0
Chiamatele, se volete, emozioni. Di quelle forti, che solo il mondo
dello sport ti sa dare. Chiamatela gioia, chiamatela dramma, chiamatele lacrime
di felicità , ma abbiate la certezza che, alla fine, qualcosa ti rimarrà .
Ne hanno provate, di emozioni, i tifosi turchi, e forse un po' tutti
noi, appassionati di calcio, che seguiamo col fiato sospeso gli ultimi novanta
minuti di tutti i campionati, e non solo quelli, curiosi di vedere come andrà a
finire, aspettandoci una sorpresa che raramente manca.
Ne hanno provate i giocatori in campo, sulle panchine, in tribuna: il
dramma (a sorpresa, ovviamente) dell'Istanbul, a fine girone di andata
dodicesimo a +5 sulla zona retrocessione, una squadra ben più qualitativa delle
avversarie ed una salvezza teoricamente facilmente ottenibile. Salvi fino al
50', prima di sprofondare nell'abisso, sconfitti in casa dal Kasimpasa.
Emozioni contrastanti ed opposte le ha vissute il Karabukspor, che dopo
diciassette giornate era addirittura ottavo, crollato nel girone di ritorno,
retrocesso a fine primo tempo dell'ultima giornata, capace con orgoglio e
rabbia di battere il Fenerbahce (guarda caso di Istanbul) e di salvarsi senza
attendere news dalla capitale.
Ma le stesse emozioni le hanno provate Elazigspor e Akhisar, neopromosse
date per morte a gennaio, capace di resuscitare la prima grazie al mercato di
gennaio, i primi con giocatori di basso profilo ma decisivi, la seconda
piazzando il colpo dell'anno (e forse secolo per la squadra) Gekas, 12 reti in
15 partite, più goal lui di tutti gli altri attaccanti messi insieme.
E le hanno provate i tifosi del Galatasaray all'acquisto di Sneijder, a
quello di Drogba, alla conquista dell'ennesimo titolo. Le hanno sentite quelli
del Fenerbahce, estromessi dalla finale di Europa League per un palo di troppo
colpito contro il Benfica. Lacrime di gioia, lacrime di dolore. Le definiscono
così. La magia del calcio che non sa assolutamente lasciare indifferenti.
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