Ucraina: La prima parte di stagione - All'interno i 20 goal piu' belli.


Stagione turbolenta in Ucraina con la Dynamo che, dopo essere partita con i favori dei pronostici e parimerito con lo Shakhtar, si ritrova in terza posizione a meno quattordici dalla vetta, con un cambio di rotta che non sembra aver fatto bene. La partenza con Semin, allenatore ex Lokomotiv Mosca, sembrava una delle migliori, con la squadra che inizialmente passa, seppur con qualche difficoltà, il doppio turno preliminare di Champions League, eliminando prima gli olandesi del Feyenoord e poi i tedeschi del Borussia Moenchengladbach. Anche in campionato sembra andare tutto a gonfie vele, con cinque vittorie nelle prime cinque partite. Tutto alla grande fino alla sconfitta di Poltava, il Vorskla vince 1 a 0 e qui incominciano i problemi per la formazione della capitale. Da qui i bianco-blu inanellano una serie di sconfitte amare, ancora non digerite. rischiano di uscire dalla CL, perdendo 2 a 1 in casa con il Borussia, ma salvandosi grazie al 3 a 1 dell'andata, vengono sconfitti pesantemente dallo Shakhtar sia in Coppa che in campionato e, ciliegina sulla torta, la partenza nella massima competizione europea è pessima, con il PSG che gliene rifila quattro. Ed è proprio dopo l'eliminazione dalla Kubok Ukrainy che Semin rassegna le sue dimissioni, lasciando il club dopo due anni. Come successore il presidente Surkis sceglie uno che l'ambiente lo conosce a meraviglia, vale a dire Blokhin. Le cose all'inizio sembrano migliorare, ma tutto alla fine è vano, la Dinamo perde ancora e lo fa negli scontri diretti in campionato, gioiscono Dnipro e Metalist, con quest'ultimi capaci di espugnare l'Olympinsky Stadium. Anche la Champions riserba sorprese negative, con i bianco-blu che in due partite contro il Porto totalizzano un solo punto. La stagione preannunciata come fantastica si presenta sciagurata, Dynamo che che perde ancora, venendo eliminata dalla Champions e scivolando al terzo posto in classifica. Un segnale per tutti? Direi di si. La compagine di Kiev ha una rosa di alto livello, forse non ai livelli dello Shakhtar, ma in grado di combattere per il titolo si. Il problema secondo me sta nell'allenatore, ne Semin ne Blokhin sono in grado di dare la giusta scossa all'ambiente, serve un ct giovane in grado aprire un ciclo vincente e continuare un progetto per molti anni, cosa che i due sopracitati difficilmente potranno fare. La stagione è compromessa, io direi per loro di centrare un secondo posto in campionato e fare una degna figura in Europa League, per poi in estate cercare un mister visto che la rosa più o meno c'è, l'unico reparto che mi sembra un po' debole è la difesa.

Spostandoci verso est, troviamo senza se e senza ma una delle squadre europee più forti, lo Shakhtar. Allenato da anni da Lucescu che ha creato un gruppo consolidato, i Minatori sono primi meritatamente in PL e sono passati in Champions esprimendo un grande calcio. Tutto merito sia del tecnico rumeno, che del folto gruppo di brasiliani che degli ucraini. diciotto gare in campionato, 17 vittorie, 1 sconfitta, nove gol subiti e 43 fatti, numeri da capogiro che fanno invidia alle big europee. Se per loro è inutile parlare, è dovere citare le due nuove big del calcio ucraino: il Dnipro e il Metalist. I primi sono una squadra fondata nel 1918 e che conta ben 94 anni di storia, gioca alla Dnipro Arena che ha una capienza di 31.003 spettatori e da qualche anno a questa parte si sta mettendo in mostra come una delle possibili rivali al duopolio formato da Dynamo Kiev e Shakhtar Donetsk.
E' finanziata da Privat Group, una banca ucraina, e quindi i soldi non gli mancano. Sono composti prevalentemente da ucraini, sono stati la sorpresa in Europa League e anche in campionati si sono fatti valere. Stanno facendo molto bene e da quello che so io stanno esprimendo anche un bel calcio. Passiamo ai giocatori. Nel mercato estivo hanno acquistato Aliev in prestito fino al 31 Dicembre 2012 dalla Dynamo Kiev, è un colpaccio intendiamoci, 2 anni fa ha completamente trascinato la Lokomotiv Mosca in campionato, nella Russian Premier League e se vuole sa farti la differenza, purtroppo è una testa di cacchio e per questo è stato mandato a Dnipropetrovsk, per recuperare quello che madre natura gli ha dato [cit.]. probabilmente, tuttavia, tornerà a Kiev a gennaio. Con lui sulla trequarti c'è uno dei giovani più promettenti dell'intero panorama europeo e parliamo di un talento promettentissimo, ovvero Konoplyanka. In attacco si affideranno a Nikola Kalinic, croato e da tenere d'occhio, dopo aver fatto grandi cosa in Croazia con l'Hajduk Spalato è stato ceduto in Inghilterra al Blackburn, dove però a miseramente fallito. Arrivato in Ucraina sembra aver ritrovato una sua dimensione, al massimo se non è in forma la squadra di Dnipropetrovsk si affiderà a Zozulia, anche lui proveniente dalla Dynamo. Organico che inoltre può contare poi anche su un paio di elementi da non sottovalutare decisamente, parliamo del terzino croato Strinic, reduce da un grande Europeo con Bilic e del ceco Lastuvka, portiere con passati con lo Shakhtar. Infine, non poteva mancare, uno dei maggiori talenti brasiliani nella massima divisione ucraina. Ci stiamo riferendo al mediano Giuliano, arrivato dall'International nel 2010 e del quale gli esperti di calcio sudamericano ne parlano un gran bene. Sta interpretando la stagione nel migliore dei modi trascinando la squadra e siglando già la bellezza di 7 reti, tante considerando che è un centrocampista. Il Dnipro, tuttavia, dopo le fine dell'Unione Sovietica non è riuscito a vincere nessun trofeo, arrivando al secondo posto nel 1993 e al terzo nel 1992. Riguardo alle coppe, Dnipro, finalista per ben tre edizione, ma sempre sconfitta dallo Shakhtar, nel 1995, 1997 e per ultimo nel 2004. L'allenatore è Juande Ramos, uno che di esperienza internazionale ne sa, avendo allenato un po' in tutta Europa, su tutte CSKA Mosca, Real Madrid, Tottenham e Siviglia.
In conclusione, quindi, sono una squadra ben sortita in tutti i reparti che potrà fare bene in tutte le competizioni in cui è impegnata, una cosa da non fare è sicuramente, chiunque tu sia, non sottovalutatela.

I secondi, invece, sono simili ai minatori di Donetsk, soltanto che al posto dei brasiliani hanno gli argentini. ben 6 calciatori nativi del paese che ha dato in natali a Messi, compongono la compagine di Kharkiv. Già in mostra nella scorsa stagione europea quando vennero eliminati dallo Sporting Lisbona ai quarti, anche quest'anno si sono ripetuti vincendo senza troppo problemi il proprio girone di Europa League composto da Bayer Leverkusen, Rapid Vienna e Rosenborg.In campionato, anche a causa delle fatiche di coppa, sono quarti a meno uno dal terzo posto, tuttavia nel corso di questa PL si sono tolti diverse soddisfazioni come per esempio battere la Dynamo in trasferta. Fondati nel 1925 sono sempre stati l'eterna terza, alle spalle del duo Shakhtar Dynamo. Nella difesa, probabilmente il reparto messo meno meglio, i nomi da tenere d'occhio sono due, entrambi argentini: Villagra, ex River Plate, e Marco Torsiglieri, cresciuto nel Velez Sarsfield. Sulla mediana il trio di sudamericani Marlos-Sebastian Blanco-Cleiton Xavier assicura fisico e fantasia ed è uno delle migliori della categoria. L'attacco infine mette l'acquolina in bocca solo a guardarlo con Taison, Willian e Jonathan Cristaldo. In panchina c'è Markevych, uno che è a Kharkiv dal 2005 e che nelle sue esperienza conta anche una breve esperienza con la nazionale ucraina maggiore.

Se le prime quattro sono di livello internazionale, non possiamo dire lo stesso delle altre. Chi più, chi meno dimostra di essere incostante. Un esempio lampante è l'Arsenal Kiev, altro formazione della capitale, capace di battere in casa lo Shakhtar per 2 a 0 e perdere sempre al Lobanovsky Stadium contro la terz'ultima in classifica. Oppure anche il Vorskla Poltava capace di battere la Dynamo e di conquistare la coppa nazionale qualche anno fa, e di lottare al tempo stesso per rimanere in Premier League. Il discorso retrocessione sembra essere già chiuso a gennaio, con Zakarpattia e Metalurh Zaporizhya che sembrano dirette in First League, ma attenti, mai dire mai.

I 20 goal più belli del campionato sin'ora:

Stefano Conforti

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