Made in Zagreb.

Spesso quando parliamo di giovani ci vengono subito in mente i vivai migliori d'Europa, su tutti Ajax e Barcellona, tuttavia gli esperti di talenti e anche gli appassionati più assidui di calcio, concordano sul fatto che l'est è un' ottima riserva di giocatori pronti a esplodere. Un nome su tutti? La Dinamo Zagabria, squadra forse sfortunata in Europa, ma una delle migliori a sfornare talenti, da fare invidia alle big del calcio europeo. Un settore giovanile sempre all'avanguardia, in costante monitoraggio dagli osservatori e che ha dato i natali, calcisticamente parlando, a gente del calibro di Boban e Prosinecki. 

Mateo Kovacic, classe '94 e stella della squadra croata

Fondata il 9 giugno del 1945 appena dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale dalla fusione dei tre principali club di Zagabria del tempo, Hask, Gradanski e HSK Concordia, la Dinamo entra subito a far parte della first league jugoslava. Nella prima stagione di debutto, arrivano secondi a meno cinque punti dal Partizan di Belgrado, altro club famoso per i suoi giovani. Per arrivare a parlare dei primi successi dobbiamo arrivare alla stagione 1947-1948, anno nel quale i Modi vincono il loro primo campionato. Nel decennio successivo Dinamo che si impone come una delle forze dell'est alla pari di Hajduk Spalato e Partizan Belgrado, arrivando addirittura alla semifinale di Coppa delle Coppe nella stagione 1960-1961, poi persa contro la Fiorentina. Nel 1966, anno nel quale fu introdotta per la prima volta la regola dei gol in trasferta, Dinamo che vince la Coppa delle Fiere, battendo prima big del calcio europeo come Juventus ed Eintracht Francoforte, e poi sconfiggendo nella finale il Leeds United grazie al 2 a 0 dell'andata allo stadio Maksimir davanti ad oltre 33 mila tifosi. Purtroppo si passa subito dalle luci della ribalta ad un periodo molto buio per il club croato. Per rivedere un trofeo in quel di Zagabria dobbiamo volare negli anni, arrivando fino al 1980, stagione nella quale i Modi sconfiggono la Stella Rossa di Belgrado assicurandosi così la coppa nazionale jugoslava. Nel 1992 con lo scioglimento della Jugoslavia, Dinamo che prende parte al primo campionato croato della storia, cambiando per l'occasione il nome in Hask Građanski, come simbolo di allontanamento dal passato comunista, a sua volta mutato nel 1993 in Croazia Zagabria. Tuttavia questi variamenti di nome non sono mai stati visti di buon occhio dai tifosi, con l'appellativo Dinamo che verrà riammesso nel 2000. In questi anni la compagine della capitale di dimostra la squadra migliore, vincendo la bellezza di cinque campionati di fila, dal 1996 al 2000, ed assicurandosi quattro coppe nazionali. In Europa la situazione tuttavia non migliora, con i fallimenti che si susseguono un dopo l'altro, con la squadra che non riesce a fare il passo in avanti tanto atteso.

Luka Modric, molto probabilmente il miglior talento prodotto nel passato recente

Nel nuovo millennio, quindi la situazione non sembra per niente migliorare con la compagine di Zagabria che sussegue una serie di risultati impresentabili, venendo eliminata con dei passivi giganteschi, Milan (6-1) e Dynamo Kiev (5-1) ne sanno qualcosa. Se da una parte i Modi fanno pena, dall'altra si dimostrano la squadra croata migliore. Infatti, oltre a continuare a vincere in patria, la Dinamo si afferma come uno delle principali settori giovanili dell'Europa dell'Est, proponendo alla cronaca giocatori come Modric, Eduardo, Corluka e Krancjar, attualmente tutti affermatissimi sia in nazionale che nei rispettivi club. Se ora loro non fanno più parte dell'organico della formazione di Zagabria, ce ne sono già altri pronti anche loro a fare il salto di qualità. In difesa c'è l'interessante Sime Vrsaljko, abile terzino destro di spinta e corsa. E' un giocatore universale, essendo in grado di giocare su entrambe le fasce e se occasione lo vuole, anche al centro e sulla mediana, classe'92 sulle sua tracce ci sono praticamente tutte le big europee, con l'Arsenal in testa. Avanzando di ruolo passiamo ad uno dei centrocampisti offensivi più promettenti di tutto il panorama europeo. Parliamo di Mateo Kovacic, secondo punta o mezzala abile negli inserimenti senza palla, è il classico giocatori da ultimo passaggio. Veloce, ha un grande tiro, si è specializzato nelle conclusioni dalla lunga distanza, che ne fanno di lui un giocatore imprevedibile in tutti i sensi. Con lui a centrocampo un altro da tenere d'occhio è Marcelo Brozovic, è il classico regista che imposta il gioco della squadra. Ha fisico e può giocare anche come seconda punta o trequartista. Appena ventenne è già diventato un pilastro per i Modi che, avendoci visto lungo, l'hanno blindato immediatamente facendogli firmare un contratto fino al 2019, assicurandosi così un ottimo giocatore che avrà sicuramente molto mercato nel futuro prossimo. In attacco con il vice-capitano Sammir, la compagine di Zagabria, può contare su un'ottima seconda punta, vale a dire il 22enne Duje Cop, cresciuto nei più grandi rivali di sempre, ossia l'Hajduk Spalato. E' mancino e può giocare anche come esterno d'attacco, ha un gran tiro ed è bravo tecnicamente. Da come abbiamo capito a Zagabria l'età non conta, ma si guarda solo al talento, cosa che quindi il baby Alen Halilovic ce ne ha a bizzeffe. Trequartista classe 1996, è un mancino molto dotato dal punto di vista tecnico. Nonostante la giovane età ha già debuttato in Champions League, facendo già intuire quali sono le sue qualità. Tutta l'Europa si è già meravigliata dinanzi alle sue doti, ora si attende solo il suo salto di qualità per farlo esplodere definitivamente. Attenti poi anche ai due Ivan, Kelava e Tomecak, rispettivamente portiere capitano e difensore, entrambi con già molte presenze alle spalle e che grazie alle ottime presenze si stanno sempre di più mettendo alle luce come possibili futuri acquisti per il futuro.

Capiamo dunque che quel di Zagabria c'è un settore giovanile molto sviluppato, con i giovani che vengono cresciuti per poi essere rivenduti per far quadrare il bilancio delle società. Ultimamente quindi sempre più squadre europee guardano all'est come una grande vetrina di talenti pronti ad essere acquistati a basso prezzo, cosa molto vantaggiosa sia dal punta di vista economico, risparmio, sia dal punto di vista tecnico-tattico, con il giocatore in grado di crescere con serenità assimilando al meglio gli schemi del allenatore. Ecco perchè la Dinamo, ora più che mai è vista come un modello per molte squadre sia croate che di paesi limitrofi. Un modello, quindi, vincente nato per essere al passo con i tempi.

Ivan Kelava, capitano ed estremo difensore della Dinamo Zagabria

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